Pedagogia e medicina: un incontro possibile.
Un'esperienza di ricerca in salute mentale

Dentro il lavoro educativo

Lo scenario in cui operano oggi le professioni educative è complesso. Educatori, insegnanti e pedagogisti sono bombardati da richieste spesso impossibili: erogare prestazioni efficienti ed efficaci, risolvere situazioni difficili. Al contempo, sono travolti da un pregiudizio diffuso, che genera un clima di disagio e conseguenti sentimenti di inadeguatezza e frustrazione. Non solo. Il mondo intorno ai servizi educativi è radicalmente cambiato: pratiche educative consolidate sembrano non reggere di fronte alle emergenze che irrompono a scuola o nei servizi. Così, il disorientamento professionale è palpabile.
Come fare, allora, educazione con professionalità? Serve ritrovare il senso del lavoro educativo, ma anche ridefinire le condizioni che lo rendono fattibile e significativo. Riappropriarsi pedagogicamente del “metodo” e dei suoi significati può rappresentare una strada utile a contenere il disorientamento professionale, individuando modalità di pensiero e di azione adeguate ad abitare la problematicità delle situazioni educative senza operare riduzionismi. Muovendo da una ricostruzione delle modalità con cui il metodo è stato pensato e praticato nella cultura occidentale, il testo accompagna educatori e pedagogisti nel pensarlo come costrutto complesso, ritrovandone il valore nella possibilità di combinare rigore e ascolto delle situazioni, e approfondendo disposizioni professionali che consentono di aver cura dell’esperienza educativa, rispettandone la contingenza, la problematicità e l’imprevedibilità.

Il testo intende esplorare l’incontro possibile tra due discipline diverse, quella medica e quella pedagogica, nella concreta e quotidiana pratica lavorativa.
Prendendo a riferimento il settore della salute mentale, particolarmente significativo per indagare questo incontro, vengono presi in esame alcuni profili professionali del settore medico e del settore pedagogico, considerando innanzitutto la loro formazione: l’agire professionale è, infatti, costituito da dimensioni pratiche e teoriche, che il percorso formativo cerca di costruire nei futuri professionisti.

Le discipline di riferimento dei professionisti considerati, medicina e pedagogia, vengono poi accostate e confrontate attraverso il concetto di “cura”, fondamentale per entrambe.
Parte centrale del volume è l’esperienza contenuta nel quarto capitolo in cui al lettore viene presentato un progetto di ricerca qualitativa in ambito educativo, realizzato in due servizi che si occupano di salute mentale, volto a osservare se e come avvenga nella pratica lavorativa quotidiana dei professionisti l’incontro tra disciplina medica e pedagogica. L’ambito della salute mentale, in riferimento al contesto italiano, è infatti sembrato essere particolarmente rilevante e significativo per studiare, nell’esperienza e nella pratica lavorativa dei gruppi multi-professionali, l’incontro tra i professionisti formati nell’area del sapere medico e del sapere pedagogico.

Il testo, dunque, si offre quale utile strumento sia per gli studenti di discipline pedagogiche che intendono approfondire il tema dell’agire educativo nei contesti sanitari sia per professionisti dell’educazione e del settore sanitario che già si trovino ad operare in servizi in cui quotidianamente sono chiamati ad un possibile incontro tra professionisti che, seppur diversi, si trovano ad operare insieme per mettere in atto pratiche di cura.

Maria Benedetta Gambacorti-Passerini è dottore di ricerca in Scienze della formazione e della comunicazione. Attualmente assegnista di ricerca presso la cattedra di Pedagogia del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute (Università Statale di Milano), i suoi studi hanno come oggetto principale il legame e l’incontro possibile tra scienze pedagogiche e scienze del settore medico/sanitario. Presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca collabora col Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, in particolare con gli insegnamenti di Teorie e pratiche della narrazione e Consulenza nel disagio educativo.