Ma chi ti ha insegnato l'educazione?
Genitori sulla scena educativa

Dentro il lavoro educativo

Lo scenario in cui operano oggi le professioni educative è complesso. Educatori, insegnanti e pedagogisti sono bombardati da richieste spesso impossibili: erogare prestazioni efficienti ed efficaci, risolvere situazioni difficili. Al contempo, sono travolti da un pregiudizio diffuso, che genera un clima di disagio e conseguenti sentimenti di inadeguatezza e frustrazione. Non solo. Il mondo intorno ai servizi educativi è radicalmente cambiato: pratiche educative consolidate sembrano non reggere di fronte alle emergenze che irrompono a scuola o nei servizi. Così, il disorientamento professionale è palpabile.
Come fare, allora, educazione con professionalità? Serve ritrovare il senso del lavoro educativo, ma anche ridefinire le condizioni che lo rendono fattibile e significativo. Riappropriarsi pedagogicamente del “metodo” e dei suoi significati può rappresentare una strada utile a contenere il disorientamento professionale, individuando modalità di pensiero e di azione adeguate ad abitare la problematicità delle situazioni educative senza operare riduzionismi. Muovendo da una ricostruzione delle modalità con cui il metodo è stato pensato e praticato nella cultura occidentale, il testo accompagna educatori e pedagogisti nel pensarlo come costrutto complesso, ritrovandone il valore nella possibilità di combinare rigore e ascolto delle situazioni, e approfondendo disposizioni professionali che consentono di aver cura dell’esperienza educativa, rispettandone la contingenza, la problematicità e l’imprevedibilità.

Viviamo oggi un periodo di grande disorientamento, anche in ambito educativo. Le preoccupazioni che le grandi istituzioni esprimono riguardano la situazione di “emergenza educativa”, chi accoglie volentieri questa tesi prima o poi finisce per puntare il dito sulle famiglie. Dall’università alle scuole superiori, passando per la primaria fino alla scuola dell’infanzia, il verbo dell’emergenza concentra le sue prediche sui genitori, considerati l’anello debole! Mentre i talk-show televisivi scaricano sulle famiglie una quantità di prescrizioni ad opera di psichiatri, medici e psicologi, tra genitori ci incarichiamo spesso di trasmettere ai nostri conoscenti il verbo dell’inquietudine. L’educazione non è in crisi da oggi! Forse solo oggi ci accorgiamo della gravità della situazione; è peraltro un fatto che a fronte di tutti questi appelli non registriamo un sostanziale cambiamento di rotta: occorrerebbe investire in educazione, eppure si persevera nell’“imperativo categorico” di tagliare, condividendo solo a parole la necessità di rendere prioritari gli interventi educativi! Si preferisce puntare il dito sui genitori, ma l’anello debole è costituito piuttosto da una riflessione pedagogica ancora insufficiente, per non parlare dello smantellamento progressivo delle politiche sociali. Denso di esempi pratici e frutto dell’esperienza di anni dedicati alla formazione e alla ricerca con i genitori, questo punto di vista rappresenta il carattere particolare di un testo che si svolge nella forma di itinerario, sostenendo la riflessione di chi quotidianamente interpreta la “parte” di genitore. La metafora della “scena educativa” accompagna così lo svolgimento del percorso, consentendo a chiunque di riflettere sull’esperienza genitoriale; non si chiede ai genitori di diventare dei professionisti o degli studiosi di educazione, ma si valorizza la loro esperienza affascinante e complessa assicurandole la comprensione e il rispetto che merita. In questo testo i genitori – ma anche chi si occupa di educazione familiare e di educazione in genere – troveranno un’occasione di confronto; anziché porre ancora una volta l’accento sul “dover essere”, abbiamo cercato di illuminare ciò che accade effettivamente “sulla scena educativa familiare”, nel tentativo di sostenere ciascuno nel compito appassionante e tremendo di “tirar grandi” i figli.

Giorgio Prada è formatore e pedagogista, docente a contratto a supporto presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Milano Bicocca. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo La diagnosi educativa, la questione della conoscenza del soggetto nelle pratiche pedagogiche (FrancoAngeli, 2005, con C. Palmieri) e Non di sola relazione. Per una cura del processo educativo (Mimesis, 2008, con C. Palmieri).