La scuola tra ricerca e partecipazione.

Dentro il lavoro educativo

Lo scenario in cui operano oggi le professioni educative è complesso. Educatori, insegnanti e pedagogisti sono bombardati da richieste spesso impossibili: erogare prestazioni efficienti ed efficaci, risolvere situazioni difficili. Al contempo, sono travolti da un pregiudizio diffuso, che genera un clima di disagio e conseguenti sentimenti di inadeguatezza e frustrazione. Non solo. Il mondo intorno ai servizi educativi è radicalmente cambiato: pratiche educative consolidate sembrano non reggere di fronte alle emergenze che irrompono a scuola o nei servizi. Così, il disorientamento professionale è palpabile.
Come fare, allora, educazione con professionalità? Serve ritrovare il senso del lavoro educativo, ma anche ridefinire le condizioni che lo rendono fattibile e significativo. Riappropriarsi pedagogicamente del “metodo” e dei suoi significati può rappresentare una strada utile a contenere il disorientamento professionale, individuando modalità di pensiero e di azione adeguate ad abitare la problematicità delle situazioni educative senza operare riduzionismi. Muovendo da una ricostruzione delle modalità con cui il metodo è stato pensato e praticato nella cultura occidentale, il testo accompagna educatori e pedagogisti nel pensarlo come costrutto complesso, ritrovandone il valore nella possibilità di combinare rigore e ascolto delle situazioni, e approfondendo disposizioni professionali che consentono di aver cura dell’esperienza educativa, rispettandone la contingenza, la problematicità e l’imprevedibilità.

La Scuola è una realtà stratificata e multiforme: oggetto di grande eterogeneità di sguardi disciplinari vista la sua rilevanza sociale e istituzionale, è esperienza imprescindibile della vita di ognuno e tema costantemente dibattuto.
Delle diverse modalità tramite cui approcciarsi alla scuola, se ne indicano tre che ne delineano altrettante figure: una scuola vissuta, una rappresentata e una agìta. Il testo sceglie di dare spazio alla scuola agìta descrivendo e approfondendo i risultati di due ampi progetti di ricerca che, con un affondo sulle pratiche scolastiche concrete, hanno coinvolto docenti e studenti di tutti gli ordini di scuola: da quella dell’infanzia alla secondaria di secondo grado. I progetti hanno fatto della ricerca e della partecipazione degli attori scolastici la propria cifra metodologica e hanno offerto l’occasione di tematizzare alcune questioni identificate dagli stessi docenti come criticità della propria esperienza professionale quotidiana: dalla gestione dei conflitti, alla necessità di innovare le metodologie didattiche, fino alla riflessione sul senso e l’identità della scuola di oggi e sui cambiamenti del ruolo insegnante, aprendo la possibilità di promuovere azioni di cambiamento alla luce di una maggiore valorizzazione del senso pedagogico dell’esperienza scolastica.
Il testo, dunque, può rappresentare una lettura utile agli insegnanti per ritrovare temi della propria esperienza quotidiana, per riflettere sulle proprie pratiche professionali e per riconoscere la possibilità di modificarle anche grazie al lavoro in team, ma costituisce anche un’occasione per quanti (studenti, pedagogisti, educatori, figure istituzionali) intendano approfondire il tema da un punto di vista pedagogico.

Manuela Palma, Phd, è ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, dove insegna Metodologia della formazione. Ha alternato attività di ricerca e formazione in servizi socio-educativi e scolastici tramite l’approccio della Clinica della formazione ad attività di ricerca e consulenza formativa nelle organizzazioni. È socia del Centro Studi Riccardo Massa. Per FrancoAngeli ha pubblicato le monografie Soggetti al potere formativo. Per una pedagogia clinica e critica (2016) e Il dispositivo educativo. Esperienza, formazione e pedagogia nell’opera di Riccardo Massa (2016).

Cristina Palmieri è professore ordinario in Pedagogia generale e sociale docente di Fondamenti della consulenza pedagogica e Pedagogia dell’inclusione sociale presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”. È socia fondatrice del Centro Studi Riccardo Massa. Fra le sue pubblicazioni, Non di sola relazione (Mimesis, 2008) e, per FrancoAngeli, Dentro il lavoro educativo. Pensare il metodo, tra scenario professionale e cura dell’esperienza educativa (2018); Crisi sociale e disagio educativo (a cura di, 2012), Un’esperienza di cui aver cura (2010), La cura educativa (2000), e, con Giorgio Prada, La diagnosi educativa (a cura di, 2005).