Il Dispositivo Educativo.
Esperienza, formazione e pedagogia nell'opera di Riccardo Massa

Dentro il lavoro educativo

Lo scenario in cui operano oggi le professioni educative è complesso. Educatori, insegnanti e pedagogisti sono bombardati da richieste spesso impossibili: erogare prestazioni efficienti ed efficaci, risolvere situazioni difficili. Al contempo, sono travolti da un pregiudizio diffuso, che genera un clima di disagio e conseguenti sentimenti di inadeguatezza e frustrazione. Non solo. Il mondo intorno ai servizi educativi è radicalmente cambiato: pratiche educative consolidate sembrano non reggere di fronte alle emergenze che irrompono a scuola o nei servizi. Così, il disorientamento professionale è palpabile.
Come fare, allora, educazione con professionalità? Serve ritrovare il senso del lavoro educativo, ma anche ridefinire le condizioni che lo rendono fattibile e significativo. Riappropriarsi pedagogicamente del “metodo” e dei suoi significati può rappresentare una strada utile a contenere il disorientamento professionale, individuando modalità di pensiero e di azione adeguate ad abitare la problematicità delle situazioni educative senza operare riduzionismi. Muovendo da una ricostruzione delle modalità con cui il metodo è stato pensato e praticato nella cultura occidentale, il testo accompagna educatori e pedagogisti nel pensarlo come costrutto complesso, ritrovandone il valore nella possibilità di combinare rigore e ascolto delle situazioni, e approfondendo disposizioni professionali che consentono di aver cura dell’esperienza educativa, rispettandone la contingenza, la problematicità e l’imprevedibilità.

La formazione è un processo che pervade con modalità formali e informali le nostre esperienze: ognuno di noi, senza distinzioni, ha sperimentato processi formativi da educando, molti li rivivono nella posizione opposta di educatori, insegnanti, formatori. Parallelamente sempre più spesso la formazione viene presentata come risposta strategica a questioni di attualità come l’inclusione sociale, la competitività e l’innovazione, l’occupazione, non solo giovanile.
Benché la formazione sia un elemento costitutivo e ineliminabile della vita di ogni persona, quanto la si conosce come oggetto di un sapere rigoroso?
Il testo indaga la complessità delle dimensioni implicate nei processi formativi e argomenta una risposta alla domanda su “che cosa educa e produce degli effetti formativi” a partire dalla proposta di Riccardo Massa, filosofo dell’educazione e pedagogista tra i più radicali del dibattito pedagogico italiano. La riflessione di Massa individua nel concetto di “dispositivo educativo” la possibilità di leggere la formazione in modo rigoroso e senza riduzionismi, un modo originale ed efficace per pensare e agire l’educazione in modo critico e consapevole.

Manuela Palma, pedagogista e dottore di ricerca in Teoria della formazione e Modelli di ricerca in Pedagogia e Didattica, è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ha alternato attività di ricerca e formazione in servizi socio-educativi e scolastici tramite l’approccio di Clinica della formazione ad attività di ricerca e consulenza formativa all’interno delle organizzazioni. Per FrancoAngeli ha pubblicato Soggetti al potere formativo. Per una pedagogia clinica e critica (2016).