L’educazione extrascolastica

Non si tratta di un manuale dove sia possibile trovare la rassegna di attività alternative alla scuola o il resoconto di pretese sperimentazioni ormai datate; Riccardo Massa scrive, invece, un testo disincantato che dovrebbe risultare ancora fondamentale per ogni operatore/trice del sociale deciso/a a non arenarsi nei luoghi comuni d’una vecchia retorica pedagogica.

Alla fine degli anni Settanta, infatti, con la locuzione “educazione extrascolastica” si intendeva individuare un territorio estremamente colorito e affollato. Di fronte alla suggestione dei suoi molteplici luoghi e delle sue realtà contrastanti, Massa denuncia la mancanza di una sintesi pedagogica capace di orientare. Alla luce delle tendenze culturali degli anni Settanta e i loro significati educativi, “extra-scuola” diventava tutto ciò che non è educazione scolastica, cioè istruzione e insegnamento. Alla luce della allora attuale critica all’automazione anche pedagogica, che evidenzia tuttora l’imbastardimento epistemologico della pedagogia secondo un modello cibernetico, Massa propone il recupero d’una programmazione “materialistica” e “dialettica” che – come crediamo ancora oggi – tenga insieme: “scuola integrata”, “servizi socio-sanitari”, “politica culturale” e “formazione permanente”. Risulta che se pur ancorato a dibattiti, temi e formule, ormai superati, il testo presenti una vivacità da manuale: ricca, preziosa, attuale.

Il testo si articola in due parti: una descrittiva e una propositiva. In una analitica del mondo extrascolastico trovano posto le tematiche dei rapporti tra scuola, famiglia e organizzazione del lavoro, delle istituzioni assistenziali, dei mass-media e del tempo libero, dei movimenti giovanili e dei gruppi e religiosi. Per non disperdere l’interesse di questi argomenti in un repertorio di mode banalizzanti, Massa smonta concettualmente l’ambiguità della nozione stessa di educazione extra-scolastica, e restituisce ad essa il potere di una rottura politica e esistenziale in cui risiede storicamente la sua funzione metodologica. Una metodica extrascolastica, invece, non può che emerge in coerenza con gli assunti dal confronto di due esperienze educative e di due teorie pedagogiche emblematiche in tale ambito: quella di Baden Powell e di Makarenko. Questa seconda parte è un vero gioiello: sono all’opera le categorie che nei testi precedenti Massa aveva fondato epistemologicamente. È così che due campioni di opposte ideologie, si ritrovano – sul piano metodologico – agenti uno stesso dispositivo, particolarmente adatto ai ragazzi e ai giovani: il piccolo gruppo auto-gestito con un referente di pochi anni maggiore.

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