TESTI
TESTI
Anno di pubblicazione: 1991
con Duccio Demetrio (a cura di)
Il libro: Le vite normali, rende fruibili gli esiti di una ricerca svolta su iniziativa del Centro Nazionale di Prevenzione e Difesa Sociale di Milano per conto dell’Assessorato all’Istruzione e alla Formazione professionale della Regione Lombardia.
L’immagine che si aveva dei giovani degli anni Novanta, era consegnata principalmente a inchieste di taglio sociologico su valori, opinioni e atteggiamenti quantitativamente rilevati oppure all’emergenza dei problemi della droga, della devianza e del disagio. L’indagine condotta dal gruppo di Clinica della formazione, coordinato da Riccardo Massa all’Università Statale di Milano, tende a integrare simili approcci con un approfondimento squisitamente qualitativo e con riferimento a situazioni non esposte a “rischio” sociale, attraverso la narrazione di storie di vita in cui si riveli nel contempo la rappresentazione dell’esperienza da parte dei giovani stessi e la loro risonanza affettiva più profonda. Questa volta sono dunque essi a parlare direttamente e diffusamente di sé e delle proprie vicissitudini. Di fronte agli scenari, ai personaggi e alle trame che contrassegnano una concreta vicenda di formazione, le categorie troppo oggettivanti di certa psicologia, come pure quelle sociologiche e moraleggianti della pedagogia tradizionale, sembrano non essere all’altezza di una simile testimonianza. Lo stile interpretativo a cui si è allora fatto ricorso nel riordinare, analizzare e commentare i testi raccolti ha inteso rifarsi ad alcune prospettive teoriche e metodologiche di più ampio respiro, capaci di essere maggiormente rispettose della effettiva soggettività giovanile senza peraltro ridurre a genere letterario o giornalistico la comprensione dei suoi aspetti più salienti. Resta comunque, contro ogni stereotipo corrente, la voce sincera – e finalmente ascoltata – di questi giovani, la loro sofferenza e la loro normalità di vita a indicare, con una vivezza irrecusabile, la centralità odierna delle grandi tematiche educative (nonostante tutto) e l’esigenza di una comunicazione intergenerazionale più aperta e creativa.