TEMI E OGGETTI
TEMI E OGGETTI
Riccardo Massa
Nel secondo Novecento pedagogia e scienze dell’educazione hanno provato, riuscendo, a separarsi dalla filosofia. Il loro successo e l’attuale pedagogizzazione della cultura dimostrano quanto una filosofia dell’educazione intesa in senso meramente assiologico – usata per istituire una tavola di valori e finalità operative – sia decaduta. Tuttavia, come scriveva Riccardo Massa, restano diffusi un certo “complesso scientista” e un correlativo “pregiudizio antifilosofico”. Questi continuano ad alimentare lo sforzo di emancipazione del sapere pedagogico dall’Idealismo, dalla tradizione spiritualista e da quello che egli definiva un“mito illuminista”: credere che sganciarsi dalla filosofia corrisponda, per la pedagogia, a consegnarsi alla scienza, magari sperimentale. Eppure, nel nostro tempo disponiamo, ormai, di un’epistemologia che ha saputo liberarsi da ogni ingenuo razionalismo e positivismo, così come di una cultura filosofica antidogmatica e di una pratica scientifica autonoma e matura che non teme più intrusioni speculative ma sa darsi, senza l’aiuto della filosofia, norme, fini e valori. L’educazione, però, sembra essere “un caso a parte”. Tutto ciò pare non riguardare o addirittura escludere la pedagogia
Riccardo Massa, in coerenza con tali assunti, non solo ha dato spazio alla riflessione speculativa su oggetti specifici quali lo spazio, il tempo, lo stile e il desiderio ma ha esercitato, per un verso, una radicale ricerca in merito allo statuto epistemologico dei saperi di quello che definiva “un arcipelago vastissimo e sterminato” di ordine pedagogico (Massa, 1990, p. 12), e, per un altro, ha praticato una ricomposizione teorica e divulgativa dei dati di essa non solo in Clinica della formazione. In questo modo ha lavorato su più versanti: l’impegno teoretico di filosofia speciale, quello teorico di giustificazione del pedagogico e quello della costruzione di un linguaggio condiviso tra professionisti dell’educazione e della formazione.