Viviamo oggi un periodo di grande disorientamento, anche in ambito educativo. Le preoccupazioni che le grandi istituzioni esprimono riguardano la situazione di “emergenza educativa”, chi accoglie volentieri questa tesi prima o poi finisce per puntare il dito sulle famiglie. Dall’università alle scuole superiori, passando per la primaria fino alla scuola dell’infanzia, il verbo dell’emergenza concentra le sue prediche sui genitori, considerati l’anello debole! Mentre i talk-show televisivi scaricano sulle famiglie una quantità di prescrizioni ad opera di psichiatri, medici e psicologi, tra genitori ci incarichiamo spesso di trasmettere ai nostri conoscenti il verbo dell’inquietudine. L’educazione non è in crisi da oggi! Forse solo oggi ci accorgiamo della gravità della situazione; è peraltro un fatto che a fronte di tutti questi appelli non registriamo un sostanziale cambiamento di rotta: occorrerebbe investire in educazione, eppure si persevera nell’“imperativo categorico” di tagliare, condividendo solo a parole la necessità di rendere prioritari gli interventi educativi! Si preferisce puntare il dito sui genitori, ma l’anello debole è costituito piuttosto da una riflessione pedagogica ancora insufficiente, per non parlare dello smantellamento progressivo delle politiche sociali. Denso di esempi pratici e frutto dell’esperienza di anni dedicati alla formazione e alla ricerca con i genitori, questo punto di vista rappresenta il carattere particolare di un testo che si svolge nella forma di itinerario, sostenendo la riflessione di chi quotidianamente interpreta la “parte” di genitore. La metafora della “scena educativa” accompagna così lo svolgimento del percorso, consentendo a chiunque di riflettere sull’esperienza genitoriale; non si chiede ai genitori di diventare dei professionisti o degli studiosi di educazione, ma si valorizza la loro esperienza affascinante e complessa assicurandole la comprensione e il rispetto che merita. In questo testo i genitori – ma anche chi si occupa di educazione famigliare e di educazione in genere – troveranno un’occasione di confronto; anziché porre ancora una volta l’accento sul “dover essere”, abbiamo cercato di illuminare ciò che accade effettivamente “sulla scena educativa familiare”, nel tentativo di sostenere ciascuno nel compito appassionante e tremendo di “tirar grandi” i figli.
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