“Cosa facciamo, quando facciamo esperienza?” – si chiede Piergiorgio Reggio all’inizio del suo ultimo libro, “Il quarto sapere”.
Ci sembra una domanda importante, che riprendiamo e amplifichiamo con altre domande, alcune di esse disseminate nella pagine di questo stesso volume. E allora ci chiediamo: cos’è, oggi, esperienza? E cos’è, oggi, “esperienza educativa”? Qual è la qualità specifica - se esiste - di un’esperienza educativa? Quale relazione si dà – se si dà – tra esperienza e apprendimento?
Domande ingenue, forse per questo un po’ scomode. Interrogano infatti quelle abitudini, quel “si è sempre fatto così” che sentiamo pronunciare in tv, per strada, a scuola, nei servizi; sono domande che puntano il dito su un “senso comune” che rischia di far perdere di vista ciò che è “proprio” dell’azione educativa o formativa, anche e in particolare a chi si occupa di educazione e formazione.
L’incontro con Piergiorgio Reggio e la prospettiva dell’Apprendimento Esperienziale che “Il quarto sapere” mostra possono certamente disegnare linee di risposta, ma anche aggiungere elementi di conoscenza e di riflessione critica intorno ad una delle dimensioni più complesse e al tempo stesso cruciali dell’accadere educativo e del lavoro pedagogico.
 
28 maggio 2012, presso la Direzione di Enaip Lombardia

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